
VanityFair ha pubblicato un’intervista al Avvocato Andrea Bernasconi CEO di LivinginParaguay
VanityFair ha pubblicato un’intervista al Avvocato Andrea Bernasconi CEO di LivinginParaguay
Vi piacerebbe aprire un’attività all’estero? Fare impresa fuori dall’Italia non è facile, ma nemmeno impossibile. Paraguay, Estonia e Albania, sono ( a nostro avviso) i tre Paesi che strizzano l’occhio a capitali e talenti italiani
Paraguay, Estonia e Albania si possono considerare le nuove frontiere dove fare impresa e trasferirsi, per cogliere straordinarie opportunità d’affari? Forse sì.Il successo nel lavoro e nella vita richiede un’analisi attenta del mercato. Bisogna scegliere con cura i giusti partner commerciali per ogni progetto. Tuttavia, è fondamentale prestare attenzione anche alla burocrazia e alla fiscalità. Serve una visione d’insieme sull’investimento e sul Paese scelto. Non bisogna limitarsi a valutare solo la logistica e l’economia.
Gli aspetti finanziari sono importanti, ma non sono l’unico fattore. Dovete tenere conto anche degli usi e dei costumi locali. Questo è essenziale se il Paese diventerà la vostra nuova residenza. Nella gallery potete scoprire le caratteristiche principali dei tre Paesi citati.
Paraguay, fiore all’occhiello del Mercosur
«Gli imprenditori italiani sono i tra i più brillanti investitori in Paraguay: nel campo immobiliare, turistico e dei servizi» racconta Andrea Carlo Bernasconi, ceo della Società Living in Paraguay, specializzata in consulenza legale per trasferimenti e investimenti in Paraguay. Un’economia in rapida crescita e un paese, quello del Paraguay, che si conosce ancora poco. Colpisce per il clima caldo e mite tutto l’anno e per l’ospitalità del suo popolo.
È pure facile da raggiungere dall’Europa (c’è un volo giornaliero via Madrid, Spagna). Ma come conferma Bernasconi i motivi sono anche altri: «Perché investire?Il Paraguay applica il principio della tassazione territoriale per residenti e società. Non si pagano imposte sulle attività svolte fuori dal paese. Le tasse sulle attività interne sono invece molto basse. Il carico fiscale è ridotto rispetto agli standard europei o nordamericani.
Il paese occupa i primi posti per libertà economica nel mondo. Bernasconi sottolinea che la moneta locale è stabile e sicura. L’economia paraguayana risulta prospera e molto affidabile per gli investitori. Questi elementi rendono il Paraguay una scelta strategica e vantaggiosa.
Vantaggi della Residenza in Paraguay
La residenza permanente e la carta d’identità paraguayana offrono grandi vantaggi. Questi documenti permettono di viaggiare liberamente nei paesi del Mercosur. Non è necessario utilizzare il passaporto per spostarsi in Sud America. Potrete visitare Argentina, Brasile e Uruguay con estrema facilità.
Questi aspetti attirano molto i futuri imprenditori internazionali. Secondo i dati dell’AIRE del 2016, i residenti italiani sono circa 10.000. Bernasconi conferma questo dato e sottolinea la crescita costante. Il ritmo di trasferimento è aumentato molto negli ultimi mesi.
Il Paraguay vanta infatti una notevole stabilità finanziaria. Il debito pubblico è molto basso rispetto al PIL. Attualmente, questo valore si attesta soltanto al 27%. Questi fattori rendono il paese una meta sicura per gli investimenti.
Estonia, la repubblica digitale dove una società si apre online in 15 minuti
Punto forza dell’Estonia è la burocrazia snella, anzi snellissima. «Una società (SRL) si apre online in circa 15 minuti, le pratiche sono molto più veloci rispetto all’Italia. Qui tutto si fa online con la ID card ed un sistema che permette di collegarsi a tutti i servizi dello Stato con la sola carta d’identità.», ci raccontano Danilo Venturini e Rene Faoro, i due soci di La Dolce Vita, un ristorante italiano di Tartu (seconda città Estone e polo universatirio) che nel 2003 hanno deciso di mollare tutto e investire in questo paese. «Era una nazione molto “giovane” con un’economia in espansione, inoltre investire era semplice, per noi era importante farlo prima dell’arrivo dell’Euro.
Investire in Estonia
Oggi il nostro settore è saturo perché negli ultimi 20 anni c’è stato un vero e proprio boom economico. Secondo noi i settori in cui vale la pena investire sono quello edilizio, l’industria del legno e ovviamente tutto ciò che riguarda la tecnologia, in quanto il personale è molto qualificato. Già da bambini gli estoni sono a contatto con la tecnologia. Nelle scuole elementari si utilizzano strumenti tecnologici come tablet o addirittura ci sono giorni in cui è permesso studiare dal computer di casa attraverso un’apposita app». Non tutti forse sanno che proprio qui è nato Skype. Certo i fondatori sono svedesi e danesi ma il software per le telefonate via internet che ha cambiato la vita a molti di noi, si è sviluppato proprio tra i confini di questo Paese del nord Europa.
Albania, per alcuni è la ventunesima regione d’Italia
Sarà per la vicinanza con l’Italia e i legami profondi che uniscono questi due paesi (l’Italia è da sempre sostenitrice dell’entrata in UE dell’Albania – i negoziati cominceranno a giugno del 2019) ma l’Albania è un mercato attraente. A confermarcelo Domenico Letizia, Presidente dell’Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale: «Per alcuni è la ventunesima regione d’Italia. I bassi costi di manodopera e una flat tax molto conveniente, hanno reso l’Albania una meta molto appetibile per le nostre imprese. Costi competitivi, benefici fiscali, una tassazione non onerosa, una burocrazia snella, un quadro giuridico che non prevede particolari restrizioni e che agevola il flusso di investimenti diretti provenienti dall’estero ed un quadro normativo economico che si è allineato alle leggi europee sono solo alcuni dei vantaggi offerti da questo stato.
Albania primo partner commerciale dell’Italia
Il Paese delle aquile rappresenta il primo partner commerciale dell’Italia, detenendo una quota pari al 37% dell’interscambio commerciale complessivo di Tirana. Secondo i dati diffusi dall’Istituto Albanese delle Statistiche, l’Italia occupa inoltre il primo posto per numero di imprese con capitale straniero e misto operanti in Albania, con un’incidenza del 46% sul totale e un incremento annuo del 21%». Letizia ci racconta un altro aspetto interessante: «L’attuale Governo di Edi Rama sta incentrando i propri sforzi verso la lotta al problema della corruzione e del crimine organizzato e alla realizzazione di riforme volte alla completa liberalizzazione economica:l’obiettivo dichiarato è l’ingresso nell’Unione Europea, e per tale motivo Tirana sta facendo il massimo per rafforzare i propri legami con l’Europa e con le principali istituzioni internazionali…».
I settori in cui gli italiani investono di più sono quello energetico, delle infrastrutture e telecomunicazioni, ma anche l’agricoltura. Domenico Letizia cura il portale di Brand «Made in Albania» che potrebbe affascinare anche gli imprenditori italiani. Si tratta di un progetto ancora embrionale e come si legge dal sito servirà «come catalogo per la promozione dei prodotti albanesi di qualità e guardando al futuro attraverso il lancio di tali eccellenze nei mercati internazionali».